Primo Levi

a cura di Andrea Mauri

Settanta anni fa usciva a Torino presso un piccolo editore “Se questo è un uomo”. È dedicato a Primo Levi il nuovo numero di Riga, la rivista fondata da Marco Belpoliti ed Elio Grazioli, pubblicata dall’editore Marcos y Marcos.

All’interno del numero monografico si può leggere una bellissima intervista allo scrittore. Eccone un estratto:

[La mia esperienza del Lager] è qualcosa di lontano nel tempo e non mi ferisce più. Non la sogno più, per esempio; la sognavo sovente, e ora non la sogno più da molti anni. Però in primo luogo la percepisco ancora come l’avvenimento fondamentale della mia esistenza, dalla quale non si può prescindere, senza la quale sarei diverso; per un altro verso, l’averne scritto è stato per me un’altra avventura, altrettanto grossa, altrettanto ingombrante e stranamente le due esperienze si compensano e si mescolano: il fatto negativo del Lager e il fatto positivo di averne scritto e di essermi arricchito scrivendone, di aver fornito una documentazione, aver fatto una testimonianza. Questa esperienza è positiva e va a compensare l’altra e si è anche, in un certo modo, sostituita all’altra come una specie di memoria artificiale. Mi funge da memoria. Proprio adesso sto cercando di fare un’altra cosa, cioè di rielaborare queste esperienze in senso generale, cioè di scrivere una serie di saggi – se sarà un libro ancora non lo so – su alcuni aspetti del fenomeno deportazione, che mi sembrano un po’ trascurati dalla letteratura, non solo dalla mia, da quella che ho scritto io, ma anche dagli altri. Alcuni aspetti, per esempio, la comunicazione, cioè quanta parte abbia avuto per molti, se non per tutti, il fatto della mancanza di comunicazione, quanto il difetto di comunicazione, l’interruzione, il taglio del telefono insomma, abbia pesato per accrescere la sofferenza della deportazione, fino a renderla mortale. La maggior parte dei miei colleghi ebrei sono morti per non aver potuto trasmettere notizie, erano isolati, come dei sordomuti ciechi, incapaci di sopravvivere…

L’intervista da cui è estratto questo testo,“Storia della mia vita” è stata raccolta da Fasanotti e Dini nel 1982 ed è pubblicata integralmente su Riga.

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