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…nella buona e nella cattiva sorte…

Li ho incontrati stamattina, al bar. Seduti a quel tavolino. Lei vestiva un abito violetto. Lui una giacca grigia. A piccoli morsi gustava una pasta alla crema. Quando finì, lui prese un tovagliolo e le pulì le mani. Poi le versò lo zucchero nel cappuccino e girò. Con una tenerezza infinita. Lei era curva e si muoveva con fatica. Su di lui – era evidente – gli anni avevano pesato molto meno. Fra di loro traspariva una complicità e dolcezza infinita. Sono rimasta incantata a guardarli. Nella mia mente scorrevano le immagini di una loro ipotetica storia. Probabilmente si erano…

E tornerà la Pasqua

Mi hanno raccontato di te…. fin da bambina… soprattutto da bambina. Poi, mentre crescevo, mi sono arrivate tue notizie, frammezzate a silenzi. Notizie confuse, contrastanti, incerte… Ho saputo che hai fatto grandi cose, piccoli gesti in cui hanno cercato significati diversi, di cui in molti si sono appropriati, ripetendoli all’infinito con modalità differenti e sentendosi ognuno il più qualificato interprete morale. Piccoli gesti che tu avevi significato solo con l’amore…. come solo i più grandi sanno fare. Mi hanno detto che ti hanno accusato dei maggiori crimini e ti hanno ammazzato. Erano solo poche donne a piangerti. Gli altri hanno…

Aubrey Beardsley

Fino alla sua morte prematura, avvenuta all’età di 26 anni, Aubrey Beardsley, scrittore oltreché pittore, fu considerato il ragazzo prodigio del decadentismo inglese e un precursore del liberty. Creò raffinate composizione grafiche, influenzato dallo stile giapponese che era di moda nei suoi anni. La maggior parte delle sue composizioni sono realizzate ad inchiostro, con netti contrasti [CONTINUA] Sorgente: Aubrey Beardsley – marialberti

E perché dipingere?

Mio caro Vincent la vita è davvero lunga e triste. Dalla vostra ultima lettera sono stato così male che non potevo scrivere: di gior­no aspettavo che venisse sera e di notte desideravo il mattino. Una volta arata la terra, l’uomo getta il seme e, com­battendo ogni giorno contro le intemperie, riesce a fare il raccolto. Ma noi poveri artisti? Dove va a finire il grano che piantiamo, e quando mai viene il momento del raccolto? Da tre mesi che sono al Pouldu mi sono entrati 30 franchi in saccoccia; decisamente ho un bel mettercela tutta: non posso continuare a dipingere.…