Vittorio De Sica

Vittorio De SicaOggi è Lunedì perfino a Ricordopoli.
La Biblioteca Comunale ha addirittura aperto in forte anticipo ed io, dato che sono allo stato brado e coltivo il cazzeggio assoluto, sono il primo ad entrare. Il cartellone è sempre lo stesso: “La Mostra del Mostro”.
Vediamo un po’ la foto di oggi.
Un Vittorio De Sica che guarda in alto.
E ne ha davvero validi motivi: per molti anni infatti, il cinema italiano è stato a sua immagine e somiglianza. Qui, in Biblioteca è stata esposta questa foto che lo ritrae in compagnia di Duccio Tessari e di Folco Lulli in perfetto relax, su un terrazzino di Camogli nella primavera del 1958.
Noto con un certo disappunto che nella breve didascalia sistemata sotto alla foto, il direttore della Biblioteca non ha sottolineato abbastanza
la parola “VITTORIO” ed il timore è, che qualche sprovveduto lo possa confondere con il figlio scemo, Christian, inventore dei “cinepanettoni” e di tutto quel modo di vivere da italiota medio, fatto di chiappe, tette, culi e lampade abbronzanti. Vittorio tutto questo e per fortuna, non ha fatto in tempo a vederlo e forse è stato meglio così. Personalmente l’ho apprezzato di più come regista che come attore, ma questa ovviamente è soltanto un’opinione.
” Ladri di biciclette”, ” La ciociara “, ” I girasoli ” alcuni dei film preferiti.
Nel 1937 sposa Guditta Rissone dalla quale ebbe Emilia nel 1938.
Nel 42 conobbe l’attrice catalana Maria Mercader con la quale poi convisse ed ebbe Manuel musicista e Christian (figlio scemo).
Seppur divorziato, De Sica non seppe mai rinunciare alla sua prima famiglia. Avviò così un doppio ménage, con doppi pranzi nelle feste e uno stress notevole. Si racconta che alla Vigilia e all’ultimo dell’anno mettesse l’orologio avanti di due ore in casa della Mercader per poter brindare alla mezzanotte. La prima moglie accettò di mantenere in piedi un matrimonio di facciata pur di non togliere alla figlia la figura paterna.
Persone di altri e tempi e spessori. Oggi le famiglie vanno alla malora senza tanti riguardi e ripensamenti. Adesso in questa foto Vittorio guarda in alto ma non ci è dato sapere che cosa.
Un gabbiano? Un aereo che passa? O sta semplicemente pensando ai fatti suoi?
Io invece guardo verso l’uscita e fra una gomitatina ed una spintarella esco dalla Biblioteca per assaporare la luce blu di Ricordopoli.
Lunedì. Ma posso farcela.

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Antonio

Socio fondatore del Gruppo Artistico Culturale Indipendente “Il Cielo Capovolto”. Blogger e ideatore di “Ricordopoli – assedio di sinapsi”.
Ha pubblicato “Da Chienti a Tenna” per ilmiolibro.it.

 

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