Meteorite sulla Siberia

a cura di Andrea Mauri

In giro per l’Italia la performance Tunguska Event, History Marches on a Table dell’artista russo Vadim Zakharov.

Partendo dall’irriverente testo dello scrittore Stephen Fry Incomplete & Utter History of Classical Music, l’opera racconta i fatti accaduti tra il 1904 e il 1917 coinvolgendo storia, politica, musica, teatro e arte. Seduto intorno ad un lungo palco allestito come un tavolo da pranzo imbandito, sul quale gli attori marciano, danzando e recitando in questo viaggio 3D indietro nel tempo, il pubblico assiste ad un’esplosione culturale generata dalla collisione di eventi storici e culturali insoliti e imprevedibili. Per descrivere questo fenomeno, l’artista si affida alla metafora di un evento realmente accaduto: l’esplosione di un meteorite caduto nel 1908 sulla località siberiana di Tunguska, considerato il più importante evento esplosivo naturale registrato nella storia recente.

Il racconto della performance prende l’avvio dal 1904 con l’annuncio dell’ingresso in guerra di Russia e Giappone, la produzione della prima auto Rolls-Royce, la prima trasmissione radio di musica in Austria e la morte di Anton Cechov. Al racconto del grande scrittore russo La signora con il cagnolino fa riferimento una ballerina che attraversa il palcoscenico sulle punte, al guinzaglio un uomo con una maschera da cane. Nella rappresentazione degli anni successivi, protagonisti, eventi, anni e pietre miliari si intrecciano in una sfilata di ricordi, accompagnati da musica e proiezioni: Oscar Wilde, Ibsen, Wagner, Stravinsky, Delius, Proust, Vaughan Williams, il balletto Daphnis et Chloé di Maurice Ravel, riproposto con una sequenza danzata, e la nascita del movimento artistico Dada.

Che cosa hanno in comune il racconto di alcuni accadimenti storici e un’esplosione cosmica? Zakharov suggerisce: “esplosioni su una scala molto più grande spesso hanno luogo nelle menti delle persone e le conseguenze si riverberano nella storia dell’umanità. Dopo aver assistito alla performance le persone dovrebbero avere una percezione differente della storia e guardare il mondo in modo diverso”.

Vadim Zakharov è nato a Dushanbe, Tagikistan, nel 1959. Vive e lavora a Berlino. Ha fatto parte del cosiddetto Concettualismo Moscovita e del movimento anarchico Apt-Art, che metteva in scena “anti-mostre” in appartamenti privati e spazi aperti a Mosca nei primi anni ’80. Le attività di questi praticanti clandestini furono seguite dal KGB e Zakharov ebbe numerosi autoritratti nudi confiscati per presunta pornografia e omosessualità. “Eravamo in una gabbia ma allo stesso tempo eravamo totalmente liberi. Ora è di nuovo uno zoo“, ha dichiarato. In Occidente è conosciuto principalmente per la sua partecipazione alla Biennale di Venezia del 2013, con l’opera Danaë, una rivisitazione del mito greco di Danaë che, nella visione dell’artista allestita nel Padiglione della Russia, diventa una meditazione su capitalismo ed etica contemporanea.

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