Humphrey Bogart

Humphrey BogartUn bellissimo sole blu illumina a notte Ricordopoli.
L’ingresso della Biblioteca comunale è affollato da ricordi che si accalcano per poter entrare. Cosa ci sarà mai di sconvolgente a far muovere l’interesse di così tanti ricordi? E’ semplicemente ” La Mostra del Mostro”, una galleria fotografica in piena regola.
Perché “Mostra”? Ma l’ho appena detto: una mostra fotografica.
Perché “Mostro”? Qui il discorso si complica un pochetto.
Ma noi, gente scalmanata di Ricordopoli la facciamo più semplice: il cosiddetto “Mostro” sarei io, di nome e di fatto, sia dal punto di vista dell’aspetto (come avrete senz’altro visto nella locandina esposta in precedenza) ma soprattutto “Mostro” spietato e crudele per non aver mai dato scampo a nessun tipo di ricordo. Qui a Ricordopoli infatti, ogni ricordo mi teme, perché sa perfettamente che presto o tardi a causa mia, perderà per sempre il gusto del mistero e della riservatezza.
In poche parole, sono “uno che non si fa mai i ricordi suoi” e che spesso sconfina in quelli degli altri. Ma tutto sommato, credo sia decisamente meglio farsi “i ricordi degli altri” che non i “fattacci degli altri”.
Ed ecco quindi “La Mostra del Mostro”, una galleria dove vengono esposte su una nutrita serie di cavalletti in legno, altrettante foto in bianco & Nero, raffiguranti attori ed artisti vari che hanno calcato la scena verso la fine degli anni 50 la mia regione, la Liguria. Tutto il materiale è stato fornito più o meno gentilmente dall’agenzia Publifoto di Genova.
Pertanto: ricordi in bianco e nero, tremate.
Oggi mi fermo davanti al primo cavalletto.

Humphrey Bogart, a vederlo dentro a quella foto, con quel suo trench color crema, lo sguardo un po’ sorpreso e la macchina fotografica appesa al collo da perfetto turista, non sembra nemmeno un lontano parente di quello spietato gangster che spesso impersonava nei suoi tanti film di successo. L’aria di Portofino evidentemente produceva su di lui questo effetto purificatore. Humphrey nacque nell’ultimo anno dell’ottocento e la leggenda vuole che sia nato il giorno di Natale, ma del resto tutta la sua vita è leggenda. Leggenda i suoi film, leggenda il suo sguardo impreziosito dalla piccola cicatrice sul labbro superiore dal quale
pendeva l’immancabile sigaretta. Ma proprio quel suo sguardo leggendario e profondo, lo farà essere schiavo quasi sempre dello stesso ruolo, quello del gangster. Infatti, in pochi anni gli capitò di finire per ben 12 volte sulla sedia elettrica e di collezionare oltre ottocento anni di carcere, proprio per colpa di quel suo sguardo leggendario. Woody Allen su “Provaci ancora Sam” lo disturberà per averlo come fantasma confidenziale, e farsi dare delle “dritte” su come conquistare le donne. Quel giorno del 1954 a Portofino, Humphrey non si comportò affatto da gangster ma da semplice turista. E adesso, sparse in qualche cassetto dimenticato, nella casa nel New Jersey dei suoi figli, Leslie Howard Bogart o Stephen Bogart, ci saranno sicuramente le foto un po’ ingiallite scattate quel giorno del 1954, a Portofino.
Ma questi, sono grandi dubbi che solo a Ricordopoli è possibile farsi venire e passare.

avatar

Antonio

Socio fondatore del Gruppo Artistico Culturale Indipendente “Il Cielo Capovolto”. Blogger e ideatore di “Ricordopoli – assedio di sinapsi”.
Ha pubblicato “Da Chienti a Tenna” per ilmiolibro.it.

 

Lascia un commento