Clarke Gable

Clarke GableCorreva l’anno 1954 e correva talmente forte questo anno, che ben pochi riuscivano a stargli dietro. Uno di questi pochi era proprio Clarke Gable, rifugiatosi a Portofino, lontano dalle chiacchere americane per poter liberamente pensare ai fatti suoi. All’epoca di questa foto gli rimanevano ancora sei anni di vita ma lui, rivolgendosi con un sorriso teatrale al ragazzino seduto sul muretto, sembra proprio voler dire:

” Frankly, my dear, I don’t give a damn.”

Una delle frasi più celebri della storia del cinema:

“Francamente, me ne infischio.”

All’inizio degli anni 20, da giovincello strafottente, cavalcò il boom delle cravatte…vendendole. Vendeva cravatte, ma ce lo vedete? Fare l’elenco delle sue donne è veramente difficile: Grace Kelly, Joan Crawford, Jean Harlow, Loretta Young…

“Francamente, me ne infischio.”

Questa frase sembra echeggiare in tutta la sua movimentata vita.
Che ti tipo, questo Clarke. Poi nel 1939 Gable ebbe la grande occasione della sua carriera e grazie all’interpretazione di Rhett Butler, l’affascinante e sfacciato avventuriero protagonista di “Via col vento” venne nominato all’Oscar. Ma tant’è, anche all’apice del successo, gli rimaneva sempre scolpita sul viso quell’espressione strafottente di sfida, verso chiunque.

“Francamente, me ne infischio.”

Proprio con questa frase, diventata poi celebre, chiudeva uno dei film che fecero epoca, lasciando di stucco sulla porta di casa, l’amata/odiata Rossella O’Hara . La sua ultima apparizione cinematografica avvenne nel film “Gli spostati” nel 1961, per la regia di John Huston, con Marilyn Monroe e Montgomery Clift. Clarke, che aveva sempre rifiutato qualsiasi controfigura, fece appena in tempo a terminare le faticose riprese prima di essere colto da un infarto nel novembre del 1960. Morì poco prima di vedere la nascita del figlio, chiamato John Clark.

Un figlio all’età di sessant’anni??? Ma non è un po’ troppo???

“Francamente, me ne infischio.”

Domani si sbaracca da questa biblioteca.
La “Mostra del Mostro” ha ormai fatto il suo tempo.
Su Ricordopoli cade una pioggia blu che impedisce ogni ricordo.

“Francamente, me ne infischio.”

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Antonio

Socio fondatore del Gruppo Artistico Culturale Indipendente "Il Cielo Capovolto". Blogger e ideatore di "Ricordopoli - assedio di sinapsi". Ha pubblicato "Da Chienti a Tenna" per ilmiolibro.it. 

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