Chet Baker

Chet BakerAmici di Ricordopoli, guardate bene quel tizio che soffia nella tromba.
Questa foto, esposta oggi alla biblioteca comunale di Ricordopoli, è stata scattata nell’autunno del 1979 al Louisiana Jazz Club di Genova in Via San Sebastiano, proprio di fianco a Via Roma. Mi metto a fissare con una certa insistenza quel luccicante strumento e fra la confusione generale della biblioteca, mi sembra di veder uscire delle maledette note jazz. Belle, affascinanti, seducenti ma proprio per questo, maledette. Il legittimo proprietario di queste note è quel tizio della foto, Chet Baker in persona.
Non è dato sapere il perché, ma tutto quello che toccava e suonava era maledetto. Una specie di Re Mida al contrario. In quell’espressione che è stata colta dall’obiettivo in poche frazioni di secondo, mentre soffiava nella sua tromba, è raccolta tutta la sua maledetta vita. E’ un viso che parla da solo, è un viso sul quale, fra i profondi solchi delle sue rughe, sta scritta in modo evidente tutta la sua biografia che io eviterò di scrivere: la storia vera della sua sconquassata vita. Donne, jazz, alcol, jazz, droga e carcere, jazz e poi ancora droga e poi ancora jazz e poi infine un volo da un appartamento di Amsterdam, anch’esso jazz, sottile ed aspro, che lo accompagnerà alla morte troppo spesso sfiorata negli anni precedenti.
Chet Baker, droga e jazz nelle vene. Esco dalla biblioteca e guardo Ricordopoli dal basso. Un’onda blu di jazz passa sopra il cielo: è Chet Baker che distribuendo note con la tromba, saluta tutti e ne va.
Fai il bravo Chet, a Genova in Via San Sebastiano ti aspettano per una serata in tuo onore, mentre alla “Mostra del Mostro” il cavalletto con la tua foto in bianco e nero, va per la maggiore.

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Antonio

Socio fondatore del Gruppo Artistico Culturale Indipendente “Il Cielo Capovolto”. Blogger e ideatore di “Ricordopoli – assedio di sinapsi”.
Ha pubblicato “Da Chienti a Tenna” per ilmiolibro.it.

 

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