Artisti russi della scena contemporanea

a cura di Andrea Mauri

Un secolo dopo la Rivoluzione d’Ottobre e nel contesto sociale che origina dall’era sovietica e dalla caduta del Muro di Berlino, in che modo l’arte fa i conti con il passato e si sviluppa nel presente? In una Russia divisa tra apertura e isolamento nei confronti dell’Unione Europea e degli Stati Uniti, come si muovono gli artisti delle ultime generazioni tra l’esigenza di preservare la propria identità culturale, la storia, la memoria e quella di sperimentare aprendosi al contesto internazionale?

A questi interrogativi cerca di dare una risposta la mostra dal titolo It’s OK to change your mind!, che si inaugurerà il prossimo 20 gennaio a Bologna, Villa delle Rose, via Saragozza 228/230. L’esposizione vuole offrire una possibile lettura dell’arte contemporanea russa e un nuovo punto di vista sull’eredità delle avanguardie di inizio Novecento attraverso le opere di ventuno artisti e collettivi che utilizzano differenti media, provenienti dalla Collezione Gazprombank.

Come rilevato da Bart De Baere, direttore del MHKA, Museo d’Arte Contemporanea di Anversa e autore di uno dei testi in catalogo, sebbene la Russia sia stata una delle culle dell’arte moderna e possa vantare oggi una comunità artistica variegata, intellettualmente stimolante e visivamente sofisticata, non vi è sufficiente consapevolezza a livello internazionale della straordinaria vivacità della sua produzione contemporanea. In un periodo di incertezza politica e di turbolenza sociale, in cui manifestazioni e gesti quotidiani apparentemente apolitici diventano rappresentazione della spinta al cambiamento, la protesta assume le forme dell’astrazione.

La mostra delinea l’ampio spettro delle differenti posizioni in campo artistico, da quelle che si interrogano su sfide individuali e utilizzano forme espressive prettamente locali a quelle che esplorano il sogno distopico di costruire una realtà alternativa.

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