8 dicembre: auguri a tutti i bambini

Domani è l’8 dicembre: Festa dell’Immacolata.

Nella sua forma più antica, risale al settimo secolo, quando le chiese in Oriente iniziarono a celebrare il concepimento di Maria nel grembo di sua madre Sant’Anna. Erroneamente è diffusa l’idea che si riferisca invece al concepimento di Gesù.

La ricorrenza è arrivata in Occidente solo molto più tardi.

Attorno alla festa dell’Immacolata Concezione ci sono molte tradizioni in Italia ed all’estero. Tante hanno una matrice che rimanda al mondo contadino, agreste, medievale o persino pagano.

In molte zone rurali della penisola, c’è la tradizione, che deriva dal mondo contadino, dei falò. La festa nel passato aveva una forte dimensione collettiva ed era legata al carattere purificatore del fuoco il quale, oltre a riscaldare la Madonna nel passaggio verso Betlemme, allontanava le forze del male, soprattutto in un periodo dell’anno cruciale per la semina dei campi.

In un più ampio significato esoterico, l’8 dicembre rappresenta inoltre l’entrata dell’energia Celeste nella Terra, il preludio necessario al solstizio d’inverno senza il quale la Luce-Sole non potrebbe rinascere.

Ed ancora, la festa dell’Immacolata Concezione apre ufficialmente il periodo natalizio. È tradizione in questa giornata allestire l’albero di Natale, dedicarsi alla costruzione del Presepe ed alla decorazione delle abitazioni con addobbi natalizi. È una tradizione che ha segnato la mia infanzia e  ho portato avanti da adulta per la mia famiglia. Fin da piccola ero piuttosto restia ad entrare nel clima natalizio e crescendo, sempre più, l’avvicinarsi delle feste natalizie mi coglie impreparata e sempre meno disposta positivamente. Ciò nonostante l’8 dicembre, immancabilmente, mi ha sempre rimesso in pace col mondo e trasmesso quel clima spirituale di cui il Natale ne è la massima espressione.

Diventando madre ho cercato di trasmettere queste emozioni ai miei bambini. Costruire insieme a mamma e papà l’albero e decorare la loro stanza con le lucine intermittenti, ho fatto sì che fosse per loro un momento magico che potesse restargli impresso nella memoria come ricordo dell’infanzia. La preparazione del Presepe era un mezzo per trasmettergli quel calore famigliare che credo fondamentale per una crescita serena.

Guardo alla società odierna con un pizzico di diffidenza, chiedendomi se si è ancora in grado di trasmettere questi valori ai propri figli, almeno in questo periodo natalizio, o se invece egoisticamente è più facile limitarsi a sostituire tutto ciò con la commercializzazione della festa, volendosi illudere che pacchi e balocchi possano sostituire il calore famigliare.

Il maggior augurio, quindi, che possa fare ai bambini di tutto il mondo, ed ovviamente in particolar modo alle mie nipotine, è che nei loro ricordi infantili possa restare il calore e la magia del Natale.

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